Zuppa Vatnik
Zuppa numero 400, 23 ottobre 2026
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Data2026-10-23
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L’archetipo del vatnik

Oggi nella nostra 400ª (!) puntata di Vatnik Soup, presentiamo l’archetipo del vatnik: il personaggio che dice di opporsi alla guerra mentre difende le invasioni, di combattere l’imperialismo mentre serve Mosca e di cercare la verità mentre ripete la propaganda più abietta.

L’archetipo del vatnik
Il vatnik, uomo o donna che sia, non è definito da ciò in cui crede, ma da ciò che giustifica. Può essere di estrema sinistra o destra, nazionalista o antimperialista, religioso o ateo. La posizione cambia, ma la sostanza resta la stessa: un clone di tutti gli altri vatnik.

Cloni vatnik
Il vatnik si dichiara contrario alla guerra — ma vuole che vinca l’aggressore. Il vatnik sostiene la «pace» — ma solo se significa l’occupazione russa di territori riconosciuti come ucraini.

Opporsi alla guerra significa chiedere che l’aggressore cessi le ostilità e ritiri il proprio esercito dai territori occupati. Chiedere che chi si difende capitoli e che all’aggressore siano garantite le conquiste territoriali significa essere a favore della guerra nel modo più sfacciato possibile.
In altri conflitti il vatnik può sostenere con veemenza la resistenza armata.

Ma non la resistenza alla Russia, in un conflitto in cui non c’è la minima ambiguità su chi sia l’aggressore e in cui arrendersi significa campi di filtraggio, abusi sessuali, torture o morte.

Il vatnik Noam Chomsky
Il vatnik condanna l’escalation — ma mai l’invasione, l’occupazione, le deportazioni o i bombardamenti terroristici che hanno reso necessarie la resistenza e la risposta armata.


Il vatnik parla di «sfere d’influenza» come se le altre nazioni fossero mobili che le «grandi potenze» possono spostare a piacimento, senza mai chiedersi su quali basi la Russia sarebbe una di queste potenze. Chissà come, dimentica sempre che la Russia non è l’unico Stato ad avere armi nucleari.

Per lui, il potere occidentale è sempre imperialismo. Quello russo è sempre una questione di «preoccupazioni per la sicurezza», «multipolarità» o «complessità storica».


Si oppone alla NATO — ma mai ai blocchi militari di Mosca, alle sue basi, alle forze che agiscono per suo conto, ai suoi mercenari, alle sue occupazioni o ai suoi ricatti nucleari.


Il vatnik tiene moltissimo alle preoccupazioni della Russia per la propria sicurezza, al suo bisogno di zone cuscinetto o alla sua paranoia di subire un’invasione — ma nessun altro paese riceve lo stesso trattamento di riguardo da principessa sul pisello, nemmeno il suo.

Putin ha sempre bisogno di un tavolo più lungo
Diffida del proprio governo, dei propri media e di ogni istituzione occidentale.

Ma basta proporgli una dichiarazione del Cremlino, un canale Telegram russo, RT, Sputnik o qualche anonimo «analista geopolitico», e all’improvviso la sua fiducia diventa illimitata. Dice «mettete tutto in discussione» — poi ripete parola per parola le assurde tesi del Cremlino diffuse dai media di Stato russi.

Gli arcivatnik Elon Musk e Tucker Carlson
Il vatnik sostiene di combattere l’imperialismo mentre difende uno degli ultimi progetti apertamente imperiali in Europa. Per lui, Ucraina, Georgia, Moldova o Bielorussia non sono veri paesi. Sono soltanto monete di scambio.

I tankie amano l’imperialismo russo
Sbraita sui nazisti in Ucraina — ma elogia la Wagner, ha una tazza con simboli nazisti e magari persino un tatuaggio nazista.


Di solito, ma non sempre, si trattiene dal dire «Heil Hitler», ma non certo dal dire «Hitler è stato provocato» o «fu un errore combattere e sconfiggere Hitler».


Il vatnik sostiene che dovremmo tutti arrenderci alla Russia, perché «valori tradizionali». I suoi valori comprendono di solito un passato di abusi su donne o bambini, oppure una serie di mogli, tutte tradite con minorenni o adolescenti.


Il vatnik non commenta mai le atrocità russe; se incalzato, fa notare che anche altri hanno fatto cose brutte in passato, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi.


E allora i crimini di guerra dei Jedi?
Il vatnik può essere fanaticamente contro Israele o fanaticamente contro la Palestina. Nel primo caso, aspettatevi antisemitismo; nel secondo, razzismo antimusulmano. Una cosa è certa: in nessuno dei due casi il vatnik avrà davvero a cuore la vita o i diritti né dei palestinesi né degli israeliani.

Il vatnik Jackson Hinkle, sostenitore di Assad, che finge di avere a cuore i palestinesi
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Proprio come non ha a cuore la vita né dei russi né degli ucraini.

Il vatnik si rifà continuamente l’immagine. Ieri era un «attivista per la pace», oggi un «realista», domani un «antiglobalista», un «assolutista della libertà di parola» o un «giornalista indipendente».

Il vatnik Ryan Dawson, con l’immagine rifatta da RT
Il vatnik può provenire da qualsiasi schieramento politico, ma spesso da una delle estremità del ferro di cavallo.

Un conservatore fautore del «pugno duro contro la criminalità» che applaude i detenuti reclutati dalla Wagner e rimessi in libertà per tornare a uccidere.

Un anticomunista di destra contrario anche alla più piccola misura di welfare, ma a cui non importa che Putin faccia erigere nuove statue a Stalin.

La teoria del ferro di cavallo
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Nuovi monumenti a Stalin in Russia. Installazioni annuali segnalate, 2000-2025
Può essere un libertariano: odia i politici e gli Stati, diffida dell’autorità, ha grandi teorie sui diritti, sull’etica e quant’altro. Ma poi: gloria all’agente del KGB diventato dittatore genocida!

Il libertariano — o dovremmo dire il cremlintariano — sostiene di amare lo Stato minimo, la pace e la non aggressione, ma per qualche ragione non ha assolutamente nulla in contrario se lo Stato più grande, la Russia, diventa ancora più grande attraverso guerre di aggressione o ricatti nucleari.

Libertariani o cremlintariani? Angela McArdle, all’epoca presidente del Partito Libertario statunitense, a una manifestazione a favore della guerra da lei organizzata nel 2023 insieme a vatnik e tankie per sostenere l’invasione russa dell’Ucraina
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Il vatnik può essere un conservatore religioso che non dice mai nulla quando Putin bombarda le chiese o riduce religione e fede a una farsa del KGB. Il vatnik non dirà mai che l’Ucraina è più cristiana e più religiosa della Russia.


Repubblicani che si schierano con Putin, ma che cazzo? Ronald Reagan
O magari un ecologista che ignora l’ecocidio russo e la flotta ombra di petroliere arrugginite. Oppure qualcuno di sinistra finanziato da oligarchi miliardari — o che dedica loro diligentemente il proprio tempo, gratis.

Russi, non dimenticate mai per cosa state morendo. Il complesso del palazzo di Putin sulla costa del Mar Nero, vicino a Gelendzhik, nel Territorio di Krasnodar, in Russia
Il vatnik può condannare l’invasione, o persino Putin, ma… poi arriva il «ma».

Alcuni sono pagati. Alcuni sono utili idioti. Alcuni sono bastian contrari che definiscono tutta la propria identità opponendosi a tutto ciò che le persone perbene sostengono.

E noi li chiamiamo: utili idioti Yuri Bezmenov, ex agente del KGB
Ciò che accomuna i vatnik non sono i valori, ma la loro assenza. Non le motivazioni, ma il risultato: il sostegno esplicito o implicito al Cremlino e ai suoi obiettivi.

Benvenuti in Nichilistan
Avete visto questo stesso vatnik centinaia di volte. E continuerete a vedere molti altri di questi cloni senz’anima, che siano bot, troll o involucri (più o meno) reali di persone in carne e ossa che un tempo avevano dei valori e credevano in qualcosa.

Una fabbrica di troll vatnik
Sì, abbiamo messo in pentola centinaia di questi vatnik. E ne metteremo in pentola altre centinaia, se necessario, finché la Russia continuerà a spendere miliardi per coltivarli e nutrirli — di narrazioni propagandistiche con cui fabbricare il consenso alle sue invasioni.

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